Stai male..ma non è la crisi dei trent’anni, no.. non te lo sai spiegare ma forse arrivi ad un punto della vita dove vedi che ancora le cose non cominciano a girare. Non sai spiegarti il perché, tu sei sempre ottimista, carica, piena di idee, ma le cose non girano. L’unica cosa bella che hai è l’amore, ma lo stai rovinando di riflesso per la tua insoddisfazione lavorativa. E forse non tanto per l’insoddisfazione, quanto per il fatto che fai orari impossibili e lavori anche nel weekend, unici giorni in cui il tuo amore è vicino. E la tua vita è diventata solo lavoro e casa, casa e lavoro. E allora che fai!? Lasci il lavoro? Già.. Credo lo farò presto. Cosa poi andrò a fare quella è un’altra storia. Nel senso che ancora non lo so ma devo trovare un lavoro subito…e so che ce la posso fare. Non voglio perdere l’unica cosa bella che ho e non voglio che stia male per causa mia. Un paio di settimane, forse tre e poi via di là.. oggi non va. E Torino è così fredda.. Aspetterò di vedere come sarà domani.. dopotutto domani è un altro giorno..

Io non sono mai stata contraria alla chirurgia plastica. Se qualcuno non riesce a vivere bene con un piccolo difetto che la medicina è in grado di modificare e ha qualche soldo per poterne approfittare è giusto che quel qualcuno sia libero di scegliere.
Però non capisco la continua lotta di chi non vuole invecchiare e di chi di chirurgia ne abusa talmente tanto da rendersi ridicolo. O chi fa uso sconsiderato di botox.. botulino.. ma è veleno cazzo! E così da più o meno carina una come Jocelyn Wildenstein (famosa negli USA) diventa mostruosa..

Io mi ritrovo da due giorni con la congiuntivite, ho un occhio gonfio come Rocky Balboa dopo aver preso tremende mazzate e già non mi riconosco guardandomi allo specchio.. chissà loro come fanno...
"Le misure a favore delle famiglie serviranno anche a mandare i bamboccioni fuori di casa"
Bene se non ci pensa Grillo lo dico io a Padoa Schioppa: VAFFANCULO!
Mette il dito nella piaga anche lui!? Vuole incentivare l'uscita di casa da parte dei giovani che adesso restano fino a età inverosimili con i genitori.. ok.. sentiamo cosa ci propone..
Tra gli interventi contenuti nella Finanziaria 2008 c'è un una norma proposta dal governo che offrirà un sostegno economico ai giovani che cercano casa in affitto: sarà una soluzione alternativa alla permanenza in casa con mamma e papà ben oltre la maggiore età.. 41 euro al mese!!!
Sai cosa ci faccio con 41 euro al mese caro Padoa Schioppa!? Mi ci pulisco il culo! Eh si. Mi ci compro la carta igienica.
Chi glielo spiega che i giovani stanno a casa fino a 30 anni e oltre perché l’università la si finisce a 28, ci vogliono almeno 2 anni per trovare un lavoro (tra l’altro precario) e poi se va bene ti assumono con un apprendistato per 4 anni o con un contratto da impiegata al minimo sindacale, che in termini di euro sono 990 netti in busta.. chi glielo spiega!?!? Chi????
Perché poi se vai a vivere da solo hai l’affitto da pagare. E l’Enel ed il gas che tra l’altro continuano ogni anno ad aumentare. E poi che ne dici caro Padoa Schioppa se magari mangiamo anche!? Ci concedi colazione, pranzo e cena? Ma mica al ristorante come fai tu neh.. A casa. Seduta sulle mie super economiche sedie Ikea.. mangiando i biscotti del discount, un po’ di pasta, un po’ di insalata. E la carne è un lusso che ci si concede due volte alla settimana. Che poi sta diventando un lusso anche la verdura, ma va beh..
Caro, egregio, illustrissimo Padoa Schioppa, vaffanculo tu e i tuoi 41 euro. Ma non lo sai che fare l’elemosina è illegale!?!?!

Lapidare un uomo o una donna fino a farli morire può richiedere molto tempo, specialmente se coloro che scagliano le pietre desiderano di proposito prolungarne l'agonia. Il colpo di grazia alla testa, in grado di portare a uno stato di incoscienza o alla morte, può farsi attendere anche un'ora, mentre le pietre di piccole dimensioni che provocano contusioni sono rimpiazzate poco alla volta da pietre di dimensioni maggiori in grado di frantumare gli arti. Soltanto quando il corpo è in agonia in ogni sua parte può sopraggiungere la morte.
Questa è la sorte che potrebbe attendere Pegah Emambakhsh, una donna iraniana di quaranta anni, il cui crimine è quello di essere lesbica. Pegah aveva trovato rifugio nel Regno Unito nel 2005, in seguito all'arresto, alla tortura e alla condanna a morte per lapidazione della sua partner. La sua domanda di asilo però è stata respinta: secondo l'Asylum Seeker Support Initiative di Sheffield, dove Pegah è stata rinchiusa in un centro di detenzione, quando le è stato chiesto di fornire le prove della sua omosessualità e lei non ha potuto farlo, le è stato riferito che doveva essere deportata.

Ora avviene la parte più ridicola: alcuni giorni fa c’è stato un’intervento del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla Columbia University di New York. Uno dei momenti clue del discorso di Ahmedì è stato: “Noi li uccidiamo democraticamente…in piazza!”. Nonché: “In Iran non abbiamo omosessuali, come nel vostro paese. Non abbiamo questo fenomeno, non so chi vi abbia detto che ce l’abbiamo”. Per fortuna ha scaturito grandi risate e fischi del pubblico presente..
Vuoi un mutuo? Facciamo che per ipotesi sia un mutuo di 100.000 euriiii. La tua banca te lo concede, ma a patto che tu i soldi li abbia già! E si.. il tuo stipendio non è sufficiente a garantire il pagamento rateale mensile!?!? Ok, trovi un garante. Lo stesso garante è quasi costretto a ipotecarsi la casa?!? Se a farmi da garanti sono i miei genitori non esiste proprio che io faccia fare loro un’ipoteca sulla casa!!! e allora!?!? Tranquillo: puoi pagare subito il 20% del mutuo così non hai bisogno di fare ipoteche, ovvero 20.000 euriii. Ma cristosantissimo (ups, oggi vado a comprarmi il Rosario I-pod!) se chiedo un mutuo è perché di soldi non ne ho!!! Riflettiamo, cosa posso fare..!? Ovviamente chiedere un prestito di 20.000 euriii. Ma udite udite, la stessa banca che mi fa il mutuo è disposta a farmi un prestito di 20.000 euriii.. Bravi bastardi! Così io pago interessi a destra e a sinistra, sempre a loro, mentre mi prestano i soldi che vogliono come anticipo! Non mi piace essere diventata grande, voglio la mammaaa..


E poi capitano giornate come questa..
tornata da tre giorni a lavoro dopo un mese di ferie, convinta che anche se ormai non ce la faccio più devo resistere, ancora per poco ma ce la devo fare.
Però il capo fa di tutto per rendersi insopportabile.. ho i nervi a fior di pelle, ho tenuto duro tutta la mattina anche se l’unica cosa che avrei voluto fare era piantargli le forbici nella schiena. Mi ha anche trattenuta per parte della pausa pranzo per spiegarmi che aveva ragione su una cosa di cui non conosce nemmeno l’esistenza. Ma non ce l’ho più fatta a dargli di nuovo ragione.. sempre a chinare la testa e dire si anche se sai che spara cazzate. E così ho provato a spiegargli che le cose non stavano come voleva farmi credere.. nulla. Ha insistito per 20 minuti oltre l’orario di lavoro, con la mia mano sulla maniglia della porta, che voleva aprire per scappare, aprire per sbatterla così forte da far crollare l’ufficio. E sono andata a casa a piangere.. si. Chi l’ha detto che a 30 anni non si deve più piangere!? E’ un’ottima valvola di sfogo. Non posso lasciare questo lavoro se prima non ne ho trovato un altro, qualsiasi cosa, perchè ho delle rate alle quali devo provvedere. E così, anche se l’unico istinto sarebbe quello di urlare un grosso vaffanculo e uscire da qui, qui rimango seduta. A fare si con la testa.. e non voglio sentire nessuno che mi dica di resistere. Che nessuno me lo dica più perché non è vero, non devo resistere, non devo accettare questo sentirmi una merda. Sono sempre stata una persona ottimista ed è quello che continuerò a fare. Percui non accetto più compromessi.. Prima ho anche comprato Secondamano, un giornale di annunci di lavoro.. 2,20 euro!!! Cazzo ma l’editoria lo sa che chi lo compra è qualcuno che cerca lavoro e cioè anche uno stipendio!?!? sono tutti una massa di stronzi...
Sono in centinaia le giovani ragazze a chiedere ogni anno un décolleté da pin-up anziché un motorino in regalo per la promozione dopo gli esami di maturità. Ragazze che promettono ai genitori di impegnarsi e diplomarsi a pieni voti solo se avranno il bonus “bisturi post diploma”.
Una ragazza di 18 anni ha confessato: “Nella mia compagnia siamo già in cinque che tra qualche settimana avremo un seno più abbondante. E finalmente anche il sorriso sulle labbra”.. Non sopportano l’idea di non poter indossare un top o una camicetta attillata senza deprimersi perché gli abiti cadono male sul busto.
Sono disposte a tutto queste ragazze che pensano di risolvere tutti i loro problemi con un intervento. Seimila euro, 24 ore, poi sei fuori dalla clinica e riprendi la vita “normale” ma con un seno perfetto e non fa niente se per quest’anno si saltano le vacanze. A fine Luglio questa ragazza sarà operata da un medico che oltre a lei ha in agenda altre 20 operazioni post diploma!
Va beh, non foglio fare troppo moralismo su questa cosa, anche perché sono favorevole alla chirurgia plastica. Solo che penso che 18 anni siano un po’ pochini per ricorrere già al bisturi e i genitori non dovrebbero acconsentire! Meno male che stiamo parlando di "Maturità".. La cosa che mi sconvolge di più è che.. che.. dunque io mi sono diplomata nel 1997, quando ancora il voto era espresso in sessantesimi.. e sono passati solo 10 anni! Ora voglio dire: non mi intendo molto di inflazione e quant’altro; non ricordo cosa ho avuto in regalo ma son sicura che anche fosse stato un premio in denaro non erano più di 300 mila Lire, comunque non paragonabili a 6 mila euro di adesso! Ma come cacchio è possibile che si possa fare un regalo di sei mila euro a una ragazza di 18 anni!!! Che vada a lavorare e se li guadagni da sola.. io che ne ho 30 ho dovuto finanziare in 4 anni 10.000 euro per comprarmi una macchina e ste bambinette ottengono un sacco di soldi dai genitori per rifarsi le tette.. e poi gli italiani si lamentano di essere senza soldi. Il futuro sarà pieno di donne perfette ma finte..e a me questo fa pensare..

23 maggio 1992

Giovanni Falcone muore nella strage di Capaci. Una carica di 500 chili di tritolo fa saltare in aria l'auto blindata su cui viaggiano lui e la moglie, insieme al tratto di autostrada su cui stanno transitando. Insieme a Falcone e alla moglie, magistrato anche lei, muoiono gli agenti di scorta.
Buscetta gli disse: "L'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente, professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai..” (da Cose di Cosa Nostra, Giovanni Falcone, ed. Rizzoli 1991)
Per ricordare che a distanza di 15 anni dalla sua morte non è cambiato nulla.. per far notare 15 anni dopo la sua morte che la mafia è riuscita nel suo intento: eliminati Falcone e Borsellino nessuno più avrebbe fatto qualcosa.
Per non dimenticare chi ha messo in gioco la propria vita..
Stasera pensavo a tutte le cose che a volte ho trovato fastidiose in questa casa che fra circa 20 giorni lascerò, ma che rimarranno sempre come cose che profumeranno di famiglia, di casa, cose rassicuranti che mi verranno a mancare.
Come il rumore delle pentole che arriva dalla cucina la domenica mattina; l’odore del caffè il sabato mattina quando rientro dalle nottate, con mio padre che mi chiede se prima di andare a dormire ne voglio una tazza; il rumore delle ciabatte di mia madre che la sera va in bagno prima di andare a coricarsi; i biglietti lasciati sul tavolo quando i miei vanno in montagna e io sono da sola a casa, sui quali mia madre mi ricorda tutte le cose che ci sono nel frigo pronte per l’uso; l’odore dei panni stesi ad asciugare in bagno con il rumore continuo del deumidificatore; la tenda che sbatte sul balcone quando c’è il vento..
..in compenso mi aspetta uno splendido campanile di una chiesa che suonerà a festa ogni domenica mattina, attaccato al mio balcone!


"C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera." Henry David Thoreau
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da Piergiorgio Welby, Co-Presidente dell'Associazione Coscioni _ 21 settembre 2006
"Caro Presidente,scrivo a Lei, e attraverso Lei mi rivolgo anche a quei cittadini che avranno la possibilità di ascoltare queste mie parole, questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese.
Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l'ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su internet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. Una volta mi alzavo al più tardi alle dieci e mi mettevo a scrivere sul pc. Ora la mia patologia, la distrofia muscolare, si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti, il mio equilibrio fisico è diventato molto precario. A mezzogiorno con l'aiuto di mia moglie e di un assistente mi alzo, ma sempre più spesso riesco a malapena a star seduto senza aprire il computer perchè sento una stanchezza mortale. Mi costringo sulla sedia per assumere almeno per un'ora una posizione differente di quella supina a letto. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi risveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Verso le sei faccio un altro sforzo a mettermi seduto, con l'aiuto di mia moglie Mina e mio nipote Simone. Ogni giorno vado peggio, sempre più debole e stanco. Dopo circa un'ora mi accompagnano a letto. Guardo la tv, aspettando che arrivi l'ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla e nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso - morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita - è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c'è pietà.
Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una "morte dignitosa". No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte.
La morte non può essere "dignitosa"; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. La morte è altro. Definire la morte per eutanasia "dignitosa" è un modo di negare la tragicità del morire. È un continuare a muoversi nel solco dell'occultamento o del travisamento della morte che, scacciata dalle case, nascosta da un paravento negli ospedali, negletta nella solitudine dei gerontocomi, appare essere ciò che non è. Cos'è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita. Ha scritto Eschilo: "Ostico, lottare. Sfacelo m'assale, gonfia fiumana. Oceano cieco, pozzo nero di pena m'accerchia senza spiragli. Non esiste approdo".
L'approdo esiste, ma l'eutanasia non è "morte dignitosa", ma morte opportuna, nelle parole dell'uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che "spinge verso il porto"; per Plutarco, la morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo "luogo" dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro.
In Italia, l'eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non "esista": vi sono richieste di eutanasia che non vengono accolte per il timore dei medici di essere sottoposti a giudizio penale e viceversa, possono venir praticati atti eutanasici senza il consenso informato di pazienti coscienti. Per esaudire la richiesta di eutanasia, alcuni paesi europei, Olanda, Belgio, hanno introdotto delle procedure che consentono al paziente "terminale" che ne faccia richiesta di programmare con il medico il percorso di "approdo" alla morte opportuna.
Una legge sull'eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L'associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l'impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell'alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L'opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare. Molti hanno assistito un famigliare, un amico o un congiunto durante una malattia incurabile e altamente invalidante ed hanno maturato la decisione di, se fosse capitato a loro, non percorrere fino in fondo la stessa strada. Altri hanno assistito alla tragedia di una persona in stato vegetativo persistente.
Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni. Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza.
Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che "di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ma che cosa c'è di "naturale" in una sala di rianimazione? Che cosa c'è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c'è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l'aria nei polmoni? Che cosa c'è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l'ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa "giocare" con la vita e il dolore altrui.
Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica' - io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.
Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito. Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le volontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto.
Il sogno di Luca Coscioni era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto e solo dopo che è stato interrotto è stato conosciuto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui.
Il mio sogno, anche come co-Presidente dell'Associazione che porta il nome di Luca, la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l'eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi."
Piergiorgio Welby
Fa un freddo porco, un freddo cane, un freddo boia.. insomma diciamolo in tutti i modi ma fa davvero freddo. Sono tre giorni che mi sveglio e che raschio il ghiaccio dal parabrezza della mia Clementina. Ieri non riuscivo nemmeno a toccare il volante dal gelo.. ed è da ieri che mi dico che devo cercare dove ho messo i guanti, ma ancora non l’ho fatto. Così domani mattina tirerò di nuovo giù qualche santo! Beh siamo sotto Natale, se ne cadesse uno non starebbe affatto male in punta al mio alberello..eh si, finalmente l’ho fatto anche io, un po’ in ritardo ma ora è lì nell’angolo a fare la sua porca figura..
Ora manca solo una cosa a rendere tutto perfetto: la neve..

Non mi deluderà certo per il mio compleanno, come tutti gli anni, ma un po’ di neve sotto Natale sarebbe il massimo. Questo è anche uno dei motivi percui lontana da Torino non saprei stare, la neve. Adorabile neve.. adorabile qanik.. un buon libro sotto il piumone o un bel film..
E poi via a consegnare doni vestita come babba Natale, magari a cavallo di una renna e addosso un bel paio di stivali Nine West col pelo bianco..

Lei bella hostess romana, lui bel pilota torinese.
Si conoscono anni fa sui voli e si innamorano. Riescono a vedersi poco, sempre in viaggio per lavoro, ma le poche volte che si vedono sono giorni da favola…ricordo ancora mentre guardavo le loro foto..si incontravano in giro per il mondo quando avevano gli stessi voli..un giorno a Tokyo, uno a Capoverde, uno a Sharm el Sheik..poi lei lascia il suo posto per le pessime condizioni di lavoro e insieme vanno a vivere ai Castelli. Dopo poco tempo decidono di sposarsi e si trasferiscono a Torino.
Ed è qui che la conosco io.. quattro anni fa lei appena trasferitasi non conosce nessuno; io appena tornata a vivere a Torino non ho più amici; ci conosciamo all’ Università ed è subito amore..diventiamo presto come due sorelle. Tutto sembra andare per il verso giusto quando a un certo punto io sono costretta per ragioni lavorative a lasciare l’Università; poco tempo dopo sua madre si ammala e lei inizia a fare la sponda Torino-Roma ogni settimana..lascia l’Università anche lei e inizia a vivere una vita che non è più sua…i pochi giorni che passa a Torino cerchiamo di vederci. Ma i giorni sono sempre meno. E allora ci si attacca al telefono.
E qui comincia una serie di sfortunati eventi: il marito inizia a lavorare per una Compagnia che ha base a Malpensa e inizia la sponda Torino-Milano..ogni giorno parte da Torino, ore di autostrada, poi ore di voli, poi altre ore di autostrada per tornare a Torino. Dopo circa un anno lui cambia Compagnia e viene trasferito a Londra. Lei, sono più i giorni che passa a Roma di quelli in cui è nella sua bella casetta a Torino. E quando è qui è comunque sempre sola. Decidono poi di vendere la casa dove vivono per comprarne una nuova, più spaziosa e aspettano che vengano conclusi i lavori dato che è in costruzione in un nuovo quartiere riqualificato, sempre a Torino. Aspetta, ma nulla da fare..i lavori si protraggono nel tempo, lei non riesce a trovare un lavoro, ma in effetti non può nemmeno cercarlo; sta dietro alla mamma che tra l’altro sta ancora molto male. Su e giù. Torino e Roma. Avanti e indietro.
Ora però quando sale a Torino è ospite a casa dei suoceri. Lui non c’è..è sempre a Londra..la situazione non sembra pesargli però, la sua carriera è molto importante. A lei invece la cosa pesa, non ha più una sua casa, ha una madre in chemioterapia, ha un marito distante che vede due giorni al mese, non ha un lavoro, ha 29 anni e non ha la minima idea di come fare a riappropriarsi della sua vita..e inizia a sclerare. La sento..è disperata. La vedo ancora una volta a Torino a Giugno. Poi sparisce..non risponde più al telefono, non risponde ai messaggi..
Ieri sera una sua mail..
“ciao ciccia.. come al solito sparisco!!! in realtà ho passato un'estate tra il surreale e l'onirico.. la mia vita è un gran casino! io e LUI ci siamo definitivamente lasciati.. il 21 novembre abbiamo l'udienza x la separazione.. ho un sacco di cose da raccontarti.. ti prometto che appena il mio cervello trova pace ti chiamo così magari finalmente mi vieni a trovare a Roma...”
E ho pianto..come una bambina..
Sono finiti i giorni in cui si viveva insieme, in giro per via Garibaldi, con le nostre assurde Diete al Gelato, le nostre pizze, lo shopping da Accesorize, i nostri panini mangiati davanti a Palazzo Nuovo, le nostre borse di stoffa, i viaggi sul 13, i litigi su cosa fosse meglio tra Cinese e Giapponese (le nostre vecchie facoltà), la spesa al coreano di Porta Palazzo, i Bicerin bevuti lentamente per darmi tempo di raccontarle ogni novità in fatto di uomini, le cene al Freevolo, il vino che lei non reggeva..
Una romana che amava Torino più di Roma.. una romana che mi mancherà un sacco..
A te Sayurisan, ti porto sempre nel cuore

non sopporto la falsità..
non sarebbe davvero meglio se le persone ci dicessero le cose come stanno, senza trovare delle scuse!? Solo la verità, quella che fa male, ma giusto per continuare a vivere serenamente senza avere rimorsi o rimpianti..
DAMMI SOLO UN MINUTO UN SOFFIO DI FIATO UN ATTIMO ANCORA.
Fa male dirselo ora che venti avversi soffiano sulla nostra fiaccola si spengono sogni in un cassetto di un castello per noi diventato bettola come una favola non si modifica versa l'ultima lacrima prima che il vento porti via con sé l'ultima briciola del mio amore dove non c'è più sole e l'aria è gelida resta solo alla mia tavola pensandoti sento già i brividi adesso abbracciami basta nascondersi dietro parole a volte inutili si è spento il fuoco che scaldava i nostri cuori e credici ho il tuo profumo sulla mia pelle non vedo più nel cielo le due stelle che brillavano non vedo più i tuoi occhi che risplendono quando con i miei s'incrociano segnan l'epilogo, ricordi che dentro le tue lacrime nascondono l'ultimo fremito.
DAMMI SOLO UN MINUTO UN SOFFIO DI FIATO UN ATTIMO ANCORA,
STARE INSIEME E' FINITO ABBIAMO CAPITO MA DIRSELO E' DURA.
Voglio spiegarmi adesso dammi solo un minuto per levarmi questo sapore amaro dal palato sapore di passato di un amore sciupato di qualche cosa di perfetto che poi è cambiato. Non so di chi dei due possa esser la colpa non m'importa adesso ascolta ciò che conta è non bagnare con le lacrime una fiamma morta che si è gia spenta potremo piangere domani senza che l'altro ci senta e attenta questo non vuol dire che sia solo tu a soffrire ma penso che star male adesso non possa servire per poterci riunire non è che voglia fuggire ma preferisco non mentire è tardi per capire perché ad un tratto è arrivato il maledetto freddo che col suo ghiaccio ha coperto ciò che abbiamo fatto e detto e nel suo viaggio si è portato il nostro caldo con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio.
COME MAI I TUOI OCCHI ORA STANNO PIANGENDO
DIMMI CHE ERA UN SOGNO E CI STIAMO SVEGLIANDO
DAMMI SOLO UN MINUTO UN SOFFIO DI FIATO UN ATTIMO ANCORA
STARE INSIEME E' FINITO ABBIAMO CAPITO MA DIRSELO E' DURA
DAMMI SOLO UN MINUTO UN SOFFIO DI FIATO UN ATTIMO ANCORA
STARE INSIEME E' FINITO ABBIAMO CAPITO MA DIRSELO E' DURA
DAMMI SOLO UN MINUTO UN SOFFIO DI FIATO UN ATTIMO ANCORA
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