Ultimo giorno in questo ufficio.. conto le ore e i minuti per uscire e non metterci più piede fino ai primi di dicembre.. eh si, devo tornare a prendermi la busta paga con la liquidazione! Perché la busta me la darà sicuramente in tempo; i soldi, invece, dovrò faticare per recuperarli.
Ieri sera sono andata a firmare il mio nuovo contratto di assunzione e da lunedì nuovo lavoro e nuova vita! Ancora non riesco a credere che per i prossimi mesi il mio stipendio verrà versato regolarmente sul mio conto al 30.. compreso novembre! Mi pagheranno i 10 giorni che avrò lavorato.. e se penso invece ai primi 15 in cui ho lavorato qui mi viene male.. mi vedo già a fare telefonate e a passare per chiedere accrediti o assegni.
Ma non ci voglio pensare.. domani mattina mi sveglierò con calma, preparerò il mio trolley e me ne andrò 4 giorni a Cremona. Penserò solo a rilassarmi, a divertirmi coi marubinerz, a mangiare il torrone alla Fiera e a farmi coccolare da Dummy. Il resto è un’altra storia..
..COMING SOON..

Nell'attesa un libro, SORGO ROSSO, di Mo Yan: un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, tra i contrasti Cina/Giappone, raccontati da un giovane della provincia.. mentre lo si legge sembra di sentire l'odore dei fusti di sorgo e di vedere i colori del sole d'oriente.
Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiama Jonathan Safran Foer, visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l'agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno.

La storia nelle prime pagine risulta contorta, confusionaria e difficile da leggere, ma poi tutto inizia a collocarsi nella giusta dimensione e quello che sembrava senza senso inizia ad averne.. un libro favoloso!
Capita a volte che il lunedì pomeriggio stai male.. ma in ufficio nessuno si preoccupa molto per te. E allora questa te la segni.. però capita anche che il tuo ragazzo martedì venga a Torino per lavoro e ci sia solo per l’ora di pranzo.. e allora capita che tu chiami in ufficio e dici che stai male anche martedì così ti godi la casa e il tuo ragazzo e ti rivendichi un pochino..
Insomma ieri sono stata a casa, ho fatto grandi pulizie, ho pranzato con Dummy e poi l’ho rivisto per un caffè nel pomeriggio prima che partisse. E come al solito mi ha riempita di regali.. dice che gli dispiace di non essere come gli altri ragazzi che regala maglie di Dolce e Gabbana ma mi regala un sacco di libri e film.. gli ho risposto che le maglie di D&G si regalano alle tamarre, cosa che io non sono!!! e che preferisco 1000 volte libri e dvd.. tra l’altro mi ha portato un dvd un pò introvabile di Tim Burton.. love love!!!
Ma veniamo al consueto appuntamento di ogni estate, le letture consigliate sotto l’ombrellone. Ovviamente vi consiglio quello che leggerò io, percui non farò una recensione personale:

FELICITA': "Un'allegra satira sull'industria del self help, chiaramente nata da un incontro d'amore fra Il Mondo Nuovo e Una pallottola spuntata, con la metà delle battute che mira sotto la cintura e l'altra che va dritta alla giugulare. Un must, insomma, per le persone (se ce ne sono ancora) che si ricordano come si ride senza spegnere il cervello." Jonathan Coe

DENTI BIANCHI: le vicende familiari di tre piccoli clan londinesi: la famiglia anglogiamaicana dei Jones, quella bengalese degli Iqbal e quella razional-hippie dei Chalfen.
Il ritratto che ne esce fuori è quello di una Londra multietnica, scandito a ritmo hip-hop con ironia e sagacia narrativa. Zadie Smith dimostra una capacità formidabile nel dotare il testo di intrecci inaspettati, tratteggiando un percorso pieno di curve a gomito e di bivi inconciliabili: amore o odio, vita o morte, razionalità o sentimento.

IL CLUB VESUVIO: “Una gustosa galoppata attraverso la Londra dei primi del Novecento… narrata dalla voce dell’ineffabile protagonista, quel Lucifer Box, artista bisessuale e agente segreto dandy di Sua Maestà, che ha licenza di uccidere, si concede allegramente ai piaceri della carne e sceglie sempre il colore giusto per il fiore all’occhiello” Sunday Herald
Un weekend meraviglioso con Dummy.. ormai si susseguono uno dopo l'altro, uno più bello dell'altro.. una serata di circo tra amici, un pranzetto con tanto pollo, un giro in centro sotto la pioggia e ancora dischi comprati, una serata tetè a tetè a sfidarci a carte, una domenica di libri e relax e poi come sempre il suo arrivederci. E io lo adoro sempre di più.. Da segnalare un libro che mi aveva regalato e che ho letto d'un fiato:
Trilogia della città di K. >>>Lasciati alle cure della loro nonna, in un paese devastato dalla guerra, due gemelli iniziano l'apprendistato della vita e della crudeltà. Per non soccombere, per non dimenticare, descrivono ogni giorno in un grande quaderno, il bilancio dei loro progressi e la lista dei loro misfatti.
In un susseguirsi di fatti tranquillamente orribili, "Le Grand Cahier" (Il Grande Quaderno titolo originale) ci narra senza preamboli, senza un pizzico di sensibilità, una favola incisa sull'infelicità della guerra e del totalitarismo, ma è anche un vero romanzo dominato dall'humour noir<<<
Un’ora fa leggendo la Stampa, noto quotidiano locale, apprendo che lo scrittore Roberto Saviano, ospite del Torino Taraffic Festival insieme a Meg (ex 99 Posse) non si esibirà più perché a serio rischio attentato camorristico. Coooosa!??! Sono rimasta senza parole.. ma non tanto per le minacce della camorra le quali ahimè non ci stupiscono più, ma quanto dallo Stato che si muove a rilento per combatterle! A Torino poi.. mah!

Roberto Saviano è uno scrittore napoletano che ha scritto “Gomorra”: un libro-inchiesta sulla camorra. Un’indagine approfondita con tanto di “listino prezzi” per le interviste che l’autore è riuscito a ottenere da spacciatori e malavitosi. Come qualcuno ha sostenuto presentando questo libro, si può dire che leggerlo è come bere un bicchiere di benzina. Un libro dai contenuti scomodi la cui pubblicazione ha costretto l’autore a una vita blindata, sottoscorta, da mesi e mesi ormai.
"il giovane scrittore è finito sotto scorta per aver diffuso attraverso quelle pagine la realtà della camorra, divulgando nomi e cognomi. Ha ricevuto lettere minatorie e telefonate mute. Ha ricevuto intimidazioni e persino il disprezzo da parte delle autorità, come quello espresso da Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, che lo ha definito simbolo di quella Napoli che lui denuncia e un fissato strabico".(da Excite)

il tedesco Spiegel dedica un articolo alla vicenda osservando come "la mafia normalmente si tiene distante da vittime eccellenti, preferendo operare nel sottobosco italiano. Quando i criminali sono costretti a scegliere obiettivi conosciuti, l'attenta preparazione prevede l'isolamento delle loro vittime. Nella vicenda di Saviano, questo processo è ad uno stadio molto avanzato. In un ristorante, ad esempio, gli è stato detto di non essere gradito".
QUANDO VIEN VOGLIA DI DIVORARE UN LIBRO..
"Uscito vivo dagli anni '80"
"Bottiglie rotte, sangue, nasi a pezzi, gente che fuggiva e urlava. Nausea. Basta. Noi volevamo solo suonare, suonare veloce, violento e pesante. La nostra rivoluzione l'avevamo già fatta e se eravamo su un palco a suonare punk era perchè di altre rivoluzioni non se ne potevano più fare in altro modo, perchè era solo con la musica e con il nostro modo di farla e viverla che potevamo dare un messaggio."

Il libro è un viaggio attraverso considerazioni, aneddoti ed episodi all’interno della scena underground italiana di fine anni’ 70 inizi anni ‘80, in una sorta di diario personale che raccoglie pagine e pagine di esperienze, ma soprattutto è l’anima di chi quegli anni li ha vissuti in prima linea.
L’autore, musicista e tra i primi protagonisti della scena punk e mod, rivive l’atmosfera, le contraddizioni, l’entusiasmo, la spontaneità, l’ingenuità di chi, all’epoca minorenne o quasi, si tuffava in un’esperienza, una cultura, un’energia totalmente nuova, destinata a cambiare i suoni, i costumi, gli usi delle generazioni a venire.
Tony Face è batterista (Not Moving, Lilith, Link Quartet tra gli altri), ma anche produttore discografico (Statuto, Vallanzaska), scrittore, blogger, organizzatore di concerti e festivals, Dj radiofonico, giornalista musicale, prime mover del movimento mod in italia.
Ha aperto concerti di Clash, Johnny Thunders, Stooges, James Taylor Quartet, Manu Chao, Brian Auger tra gli altri.
Ok la recensione l'ho copiata, ma in fondo mi piaceva.. Dummy è andato alla presentazione del libro la scorsa settimana, lo ha incontrato e mi ha portato il libro con tanto di autografo (grazie amore!). Ciò che posso dire io e che lo stavo leggendo tutto d'un fiato l'altra sera. Poi però il sonno mi ha vinta e così ho messo la sveglia un pò prima e il mattino dopo tra un biscotto e un caffè sono riuscita a finirlo prima di dover andare in ufficio. Il problema è che ora vorrei il sequel "uscito vivo dagli anni 90".. Tony.. se sei in ascolto!!!

Sono 51.000 i metri quadrati della fiera 2007, 1414 espositori.
L’inaugurazione oggi 9 maggio al Lingotto apre la Fiera dei Vent’anni con la partecipazione di Umberto Eco. Marino Sinibaldi conduce, Gabriele Vacis cura la regia. Protagonisti gli Avion Travel, Boosta, Natalino Balasso, Ascanio Calestini, Vincenzo Cerami, Giuseppe Culicchia, Michele Di Mauro, Massimo Gramellini, Stefania Rocca, Hamid Ziarati (biglietti esauriti ovviamente!)
Tantissimi gli scrittori presenti nei 4 giorni di manifestazione. Il programma completo lo trovate cliccando sul logo qui sotto
L’edizione 2007, con cui la Fiera del libro festeggerà i suoi vent’anni, avrà per tema conduttore i confini. Un motivo che consentirà di affrontare alcuni tra i problemi più scottanti della nostra epoca.
Il confine è infatti ciò che segna un limite, e dunque separa, ma insieme unisce, mette in relazione. Un concetto che la Fiera intende appunto declinare nella sua accezione di apertura e di scambio. Il confine mette in gioco un’idea di polarità, di opposizioni che si possono risolvere in una dialettica costruttiva. E allo stesso tempo ci rimanda l’immagine complessa, paradossale e contraddittoria del mondo d’oggi.
-Padiglione 1
Sala rossa – Lituania (Paese ospite) – Incubatore (piccola editoria)
-Padiglione 2
Sala blu – lingua madre – libri antichi e rari
-Padiglione 3
Sala azzurra – libro e cioccolato
-Padiglione 4
International book forum – torino comics
-Padiglione 5
Bookstockvillage: Arena,Sala book,Sala stock, Laboratori,Libreria, Biblioteca
Piccoli dettagli:
la fiera rispetta i seguenti orari:
-giovedì, domenica e lunedì (10-22)
-venerdì e sabato (10-23).
Costo del biglietto 8€
TORINO RULEZ!
Oggi c’è stato un gran sole e ho finalmente rispolverato la bicicletta.. pratica, economica, mi tiene in forma.. insomma ed ero già un po’ più felice.
E domani lo vedrò! Non era in programma ma abbiamo organizzato una giornata veloce insieme di shopping e commissioni.. ho anche una sorpresina per lui, ma questa ve la racconto a cose fatte.. potrebbe leggerla qui e rovinerei tutto!! Eheh
Nel frattempo sto leggendo un libro davvero carino.. una New York vista dalle cucine dei grandi ristoranti, raccontata da una voce irriverente e sincera, quella di un cuoco che dopo 25 anni di “sesso, droga e alta cucina” decide di raccontare tutto. Mi terrà compagnia sul treno..

UPDATE: è domenica sera e sono tornata di nuovo un po’ malinconica a casa mia. Ieri mattina mi sono incontrata con LUI fuori Torino per passare poche ore insieme, ma mi sono presentata con spazzolino da denti e biglietto del treno di ritorno 'Cremona-Torino' e la sorpresina ha funzionato. Sono saltata nella sua macchina dopo una giornata insieme per negozi e ho passato una splendida serata a Cremona, anche con gli altri marubinerz.. tant’è che sono andata a dormire alle 3.30 bollita e ubriachella! E in effetti ha ragione, prima o poi dovremo smetterla di salutarci la domenica ma rimanere insieme.. e nonostante il fatto che ci frequentiamo da pochi mesi io sono proprio pazza di lui!
“E’ solo in piena notte, dall’alto, che la città sembra un insieme organico, un tutto unico… Per quanto incantata e sfavillante, Belfast parla chiaro. Le bandiere, le scritte sui muri e i fiori sui marciapiedi parlano chiaro… Se volgete lo sguardo sulla città, vedrete chiaramente che c’è davvero qualcosa che divide i suoi abitanti: qualcuno questa cosa la chiama religione, altri politica, ma è solo il denaro il vero motivo di differenza e discordia…Belfast è una città a cui è stato strappato il cuore… Una città non può sopravvivere se non sa dove sbattere la testa.”

Chuckie e Jake sono due strambi trentenni nella Belfast del 1994. Chuckie è uno strampalato ciccione le cui più inverosimili aspirazioni si tramutano in realtà: novello Re Mida adiposo che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Jake è un duro rompi-ossa, grande picchiatore ma patologicamente romantico, capace di innamorarsi perdutamente ogni volta che mette piede fuori casa. Chuckie vive in Eureka Street ed è l’unico protestante in una cerchia di amici cattolici: è amico di Jake, che vive in Poetry Street, e intorno a loro gira una simpatica giostra di personaggi comprimari.
Ecco.. come promesso aderirò alla catena solo perchè poi non mi fanno più amica, sgrunt!! Però sappiate che questa sarà la prima e l'ultima neeeeeeeeeeeeeee.. e non la passo a nessuno per evitare domani di trovare bamboline di pezza che mi raffigurano con spilloni piantati nel petto eheheh. Ne approfitto per pubblicizzare anche un ottimo libro, ma della mia pubblicità tanto non ha bisogno essendo il secondo libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia.. ecco cosa prevede la catena: devo aprire un libro a pagina 123, saltare le prime 5 righe e riportare la sesta, settima e ottava ...ed ecco qua :
[...] quel momento mi resi conto che stavo avendo una visione e che davanti a me stava un'anima dannata, un lemure... Oh Signore, con quale voce di tomba mi parlò!" [...]
Tratto da 'Il nome della Rosa' di Umberto Eco.. leggetelo su dai su su dai!!!


Quando si parla di amiche..
Princess e la Storta mi hanno fatto lo stesso regalo! 

Buon Natale a tutti anche da Marubini Rulez!

Ecco un altro dei libri super azzeccati comprati per caso alla Feltrinelli, un posto dove entro e non esco mai a mani vuote. Ed è anche un posto dove non vado mai con un’idea ben precisa ma prendo in mano un libro, ne leggo la trama e decido se può piacermi, anche se si tratta di un autore sconosciuto. Ma questo libro mi è piaciuto dalla prima pagina, perché l’autore ha iniziato con alcune citazioni tra cui:
In questo libro mi ci rivedo, lo sento mio. Perchè questi sono i racconti di un diciassettenne metallaro di Chigago nel 1990; racconti di scuola, di feste, dei primi amori, di razzismo tra ragazzi. Joe Meno scrive questo romanzo ispirandosi alla sua adolescenza, al suo background musicale adolescenziale, per lo più di impronta punk, tant’è che scrive anche su Punk Planet.

I CAPELLI DEI DANNATI, Joe Meno, edizioni e/o
Dal libro: "L’altro mio problema era che mi stavo innamorando di Gretchen, la mia amica del cuore, che secondo tutti quanti (pensavo io) era una cicciona. Stavamo cantando in quel catorcio della sua macchina e alla fine del pezzo – White Riot dei Clash – mi resi conto dal modo in cui le guardavo la bocca corrugata che faceva un sorriso e gli occhi ammiccanti, complici, che eravamo molto più che amici, almeno per me". Brian, diciasettenne di Chicago, ama i videogiochi, la musica metal e la sua amica Gretchen, un’attaccabrighe con i capelli tinti di rosa, cicciona e sboccata. Nel frattempo Gretchen ama i Ramones e i Clash e il delinquente razzista Tony Degan di ventisei anni. Inoltre è famosa per picchiare le altre ragazze, come quando aveva rotto un braccio a Amy Schaffer a una festa di Halloween: "Gretchen s’era vestita da Kennedy post-attentato col completo nero, il sangue e i buchi delle pallottole, e Amy Schaffer aveva stralunato gli occhi e aveva detto: Mamma mia, sembri proprio un uomo e allora Gretchen si era girata, l’aveva presa per un braccio e gliel’aveva storto forte dietro la schiena”. Un romanzo violento, tenero e divertente che ha conquistato l’America.

Alice Underground non è nient’altro che il libro che Lewis Carroll (che nella vita si chiamava Reverendo Charles Dodgson) regalò per Natale alla piccola Alice, figlia di un suo conoscente, per la quale la storia era stata inventata, il 4 luglio del 1862 durante una gita in barca. Libro che poi divenne famoso col titolo di Alice’s adventures in Wonderland (Alice nel paese delle meraviglie).
Quello che però non tutti sanno è che Wonderland è una versione modificata rispetto al vero libro scritto e le vere immagini disegnate dallo stesso Carrol in Undergrund.
Cominciando dalla foto qui sopra che ritrae la giovane Alice, ben lontana dall’immagine che tutti abbiamo in mente, quella della bimba bionda con la fascia tra i capelli e il grembiulino.
Cosa accade in Undergrund è molto interessante (almeno per i miei gusti!). Si addormenta e sprofonda sottoterra, intraprende un viaggio onirico che le farà incontrare molte persone a lei familiari sotto veste di animali: le sue sorelle, trasformate in pappagallo (Lorina=Lory equivalente di Loreto) e Aquilotto (Edith=Eaglet); il Dodo estinto animale, ovvero Carrol stesso (prendendo in giro la sua balbuzie Do-Do-Dogson, dal suo vero nome); L’Anatra (ovvero il reverendo Duckworth, amico di famiglia). Le illustrazioni di Carrol poi svelano cose non così evidenti in Wonderland, per esempio il disegno della porta nell’albero: la porta che permette ad Alice di andare nel sottosuolo. In inglese la parola tree (albero) e al parola door (porta) sono etimologicamente affini e nella lingua celtica si usava la parola duir per indicare sia quercia che porta. La quercia, albero sacro ai Celti e strettamente legato all’insegnamento dei druidi, era considerata a tutti gli effetti la porta che metteva in comunicazione con gli dei. Inoltre i celti usavano un calendario lunare in cui i 13 mesi prendevano il nome dagli alberi..il mese in cui fu raccontata la storia era il mese di Duir, la quercia appunto. Qui non si tratta di avventure particolarmente divertenti per Alice: le capitano cose bizzarre e curiose, certamente, ma a divertirsi è solo chi legge. Se è vero, come sostengono alcuni studiosi, che l’espressione umana del sorriso ha la stessa origine di quella che manifesta la paura, impegnando gli stessi muscoli facciali, si può pensare che in Underground il riso serva come arma di difesa ad Alice (quella in carne e ossa) contro la paura di ciò che potrà succederle nelle avventure sotterranee.
Come facevano i buffoni di corte Carrol mette in guardia Alice dalle violente assurdità della vita di tutti i giorni (e non solo nell’Inghilterra vittoriana).
A me è piaciuto, forse per la vena leggermente dark.
Lewis Carrol_Alice Underground_ed Stampa Alternativa
(è una fantastica edizione coi disegni originali dell’autore e la versione scritta a mano in lingua originale a cui si sussegue la traduzione in italiano )

“Che patatrac patatrac patatrac, che serata che serata patapatapatatrac!!”
Così recitava una vecchia canzone e oggi ho passato la giornata a rimediare i patatrac che ho combinato negli ultimi tempi.. sono una donna libera e selvaggia e come diceva Carrie in Sex and the City “Forse certe donne non sono fatte per essere domate, forse hanno bisogno di restare libere finchè non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre..” o forse semplicemente decido io chi voglio che mi corra affianco! Ma questo è un discorso già affrontato. Fatto sta che comunque continuo a fare danni..
Più cerco serenità e più incasino la mia modesta vita..e dire che fra non molto festeggerò l’ultimo anno di gioventù bruciata quale ho vissuto per poi dedicarmi agli 'enta'..non mi soffermerò nel raccontarvi le tante cose successe qualche sera fa, vi basti sapere che Peena mi ha detto “ma che schifo! non ci riesci proprio ad essere meno trash, eh? ;)”.. e forse no.
Voglio vivere la vita a modo mio, non cercare di essere una che non sono..e io sono fatta così. Ho risentito una vecchia amica dark che non vedo da tre anni.. mi ha detto che vuole riportarmi sulla vecchia strada che lei ovviamente considera la retta via, quella fatta di borchie, di trucco super pesante nero agli occhi, di rossetti ultrarossi, di fibbie d’acciaio e pelli nere, di pvc e quant’altro.. ma ovviamente non sarà così, nella vita non si cambia ma comunque ci si trasforma pian piano.
Mi basterebbe sapere che là fuori però io non venga giudicata se a volte alzo il gomito, se fumo troppo, se dico qualche parolaccia in più, se parlo di sesso in modo spontaneo e naturale, forse a volte un po’ grezzo, ma divertente. Una donna che si gode la vita senza essere una scaricatrice di porto ma che non sia costretta nemmeno ad essere la nuova Madam de Pompadour, e comunque a me delle porcellane non frega nulla.. Ma poi, anche del giudizio della gente poco mi importa.
Non ho bisogno di Shaw che mi dia lezioni con il Pigmalione, sono una donna educata e a modo, quando voglio. Però mi sono anche scocciata di essere la protagonista di un romanzo di Jane Austin; a volte preferisco essere come l’idiota emotiva di Maggie Estep..perché vorrei che la mia vita fosse un Circo, una continua giostra, un cartone animato, fatta si di fiori e caramelle ma anche di mostri..se no sai che noia..!?

"Zoe vive a New York in un microtugurio, per vivere scrive pornografia «impegnata», sceneggia telefonate hard, ma il suo lavoro fisso è receptionist in un locale sadomaso. Quello che state per leggere è il suo diario: una scanzonata, divertente discesa nei sobborghi mentali di una ragazza in bilico tra disgregazione mentale e sgretolamento emozionale. Lontano dalla cupezza decadente di tanta letteratura dell'emarginazione giovanile, Zoe racconta il suo universo come se fosse il migliore dei mondi possibili e induce nel lettore un'irrefrenabile simpatia umana per le sue imprese disperanti. Tra amori disastrosi, amicizie pericolanti, un viaggio in Marocco a casa degli Abdoul, riunioni disintossicanti con i sex-alcolisti anonimi, i continui traslochi da una casa, da uno stato, da un continente all'altro, Zoe ripercorre le tappe di una candida e bizzarra iniziazione alla vita."
Ho appena finito di leggere questo libro
"Diventare ricca è il sogno di tutte le donne. Essere bella anche. Ma le più intelligenti hanno capito che bella lo si può diventare. Questo libro ti dirà come puoi diventare bella per gli uomini. Quindi diventare bella e ricca è un obiettivo ragionevole. Anzi, è l'unico obiettivo. O meglio diventare ricca è l'unico obiettivo. Bella serve solo per diventare ricca. Ma come diventare ricca? Se sei una donna intelligente non fai come gli uomini che si fanno il mazzo per mettere da parte una fortuna. Se sei una donna intelligente lasci che siano gli uomini, a farsi il mazzo per mettere da parte una fortuna. Tu fai una cosa che non costa niente. Te li sposi. Uso il plurale perchè limitarsi a un solo uomo nella vita lo lasciamo alle donne che non leggono questo libro[..] Perchè devi essere anche stronza? E beh mia cara, come fai a diventare ricca se non sei stronza? Stronza vuol dire capace di usare gli uomini. Se vuoi usare la loro ricchezza, è evidente infatti che devi essere capace di usare loro."
Insomma, ovviamente è un libro da non prendere sul serio, ma è scorrevole e divertente..